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Intervista al dott. Alessandro Giardina, direttore operativo dell’associazione La Nostra Famiglia di Pasian di Prato

Intervista al dott. Alessandro Giardina, direttore operativo dell’associazione La Nostra Famiglia di Pasian di Prato

Il 12 dicembre 2017, presso la Tenuta Beltrame di Bagnaria Arsa (UD), si terrà la speciale lotteria di beneficenza organizzata da Pavia di Udine Impresa. Si rinnova anche quest’anno il nostro impegno verso l’associazione La Nostra Famiglia, a cui sarà devoluto il ricavato della serata.
In quest’intervista, il dott. Alessandro Giardina, direttore operativo dell’ente di Pasian di Prato, ci aiuta a scoprire qualcosa di più sull’impegno de La Nostra Famiglia nella cura e nella riabilitazione delle persone con disabilità.

Istituita nel 1946, La Nostra Famiglia è un’associazione con oltre 70 anni di storia e opera in Italia e in diverse aree critiche nel resto del mondo. Com’è nata e grazie a quali progetti porta avanti la sua missione?
L’opera nasce per intuizione di don Luigi Monza (proclamato beato undici anni fa) parroco della diocesi milanese dal 1925 che, come soleva dire divenne sacerdote “secondo il cuore di Dio”. Fu lui a dare vita e ali, nel 1937 all’Istituto Secolare delle Piccole Apostole della Carità e successivamente a La Nostra Famiglia (era il maggio 1946 quando i primi due bambini fecero il loro ingresso nella prima casa a Vedano Olona in provincia di Varese). Dobbiamo pensare che siamo nel secondo dopoguerra e che occuparsi di disabilità voleva dire, all’epoca, avere a cuore gli ultimi.
Da quegli anni è passato molto tempo e possiamo dire con orgoglio che anche grazie all’intuizione e alla passione di quel sacerdote, il nostro Paese ha costruito molte delle politiche sociali e di welfare sulla disabilità. È proprio con La Nostra Famiglia che nel 1954 il Ministero della Sanità stipulò la prima convenzione con un Centro extraospedaliero di riabilitazione. Da sempre, ambito principale di intervento sono i bambini, gli adolescenti, i giovani. La Nostra Famiglia, associazione del privato sociale, opera quasi esclusivamente tramite convenzioni con i sistemi sanitari nazionali e regionali. Certamente ogni Centro si avvale anche di contributi di donazioni private oltre che delle rimesse delle scelte per il 5x1000.
Oggi l’Associazione è presente in Italia con 28 Centri (in Lombardia, Liguria, Veneto, Campania, Puglia e Friuli Venezia Giulia) e collabora con l’Organismo di Volontariato per la Cooperazione Internazionale OVCI in 6 Paesi del mondo (Equador, Brasile, Marocco, Sudan, Sud Sudan, Cina): anche OVCI si occupa di disabilità oltre che di tutela della maternità e dell’infanzia.

Da sempre La Nostra Famiglia di Pasian di Prato è un punto di riferimento nel nostro territorio. Come si è trasformato in questi anni il vostro servizio?
Risale al 13 aprile 1985 l’inaugurazione della sede di Pasian di Prato, la cui costruzione cominciò simbolicamente con la posa della prima pietra il 21 novembre 1981. L’attività sul territorio udinese inizia però ben prima di queste date e cioè con un servizio ambulatoriale svolto in un appartamento di Via Asquini già nel febbraio 1972, attività poi trasferita nel settembre del 1974 in un condominio in Via Trento.
Ultimati i lavori del nuovo Centro di Via Cialdini, 29 a Pasian di Prato, nel settembre del 1984 l’attività rivolta ai piccoli pazienti, sia ambulatoriali che diurni della scuola materna, fu trasferita nella nuova sede e nel tempo successivo si ampliò notevolmente. Venne stipulata una Convenzione con l’allora Ministero della Pubblica Istruzione per la Scuola Elementare, si avviò l’attività terapeutica della piscina, inaugurata il 18 giugno 1988, si sviluppò la specialistica esterna, si incrementò l’attività ambulatoriale, tanto che nel 1991 venne ampliata la sede con nuovi locali per ambulatori destinati alla diagnostica.
Ad oggi vi lavorano 112 dipendenti (la maggior parte dei quali dell’area sanitaria) per un totale di circa 1.500 utenti in carico tra il servizio ambulatoriale e quello diurno che arrivano soprattutto dalla provincia di Udine e Gorizia.

Riabilitazione e sostegno. Ma la Nostra Famiglia si occupa anche di ricerca. Cos’è l’Istituto Scientifico Eugenio Medea e perché per voi fare ricerca è fondamentale?
L’IRCCS, Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Eugenio Medea, sezione di ricerca de La Nostra Famiglia, nasce nel 1985 e ad oggi è l’unico istituto scientifico italiano riconosciuto per la ricerca e la riabilitazione nello specifico ambito dell’età evolutiva.
Con i suoi 4 poli regionali (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia e Puglia) comprende centinaia di posti letto. Si caratterizza per la più ampia casistica nell’ambito dell’età evolutiva, il collegamento diretto con la rete dei Centri La Nostra Famiglia (un vero e proprio osservatorio nazionale nel campo della disabilità infantile), l’ampio ventaglio di casistica e un approccio multidisciplinare. In Friuli Venezia Giulia, il Medea rappresenta con il CRO di Aviano e il Burlo Garofalo di Trieste, uno dei tre IRCCS presenti nella nostra Regione.
L’Istituto sviluppa conoscenze e competenze nel campo della ricerca scientifica volte a prevenire le varie forme di disabilità fisica, psichica e sensoriale, limitarne le conseguenze e mettere a disposizione nuove prassi e metodologie scientifiche validate di intervento riabilitativo, sanitario, educativo e sociale.
Riteniamo fondamentale che l’IRCCS Medea e La Nostra Famiglia e cioè ricerca e clinica, continuino sempre più e sempre meglio a parlarsi e a confrontarsi: è necessario infatti che le due facce di una stessa medaglia si alimentino l’un l’altra. La ricerca trova ragione di essere nella casistica che la parte clinica affronta quotidianamente e quest’ultima può trovare risposte da dare alle famiglie anche grazie alla ricerca scientifica.

Da tempo Pavia di Udine Impresa ha preso a cuore la missione de La Nostra Famiglia. Come si sono conosciute le due associazioni? E a quali progetti ha contribuito la generosità delle imprese associate?
L’incontro con questa bellissima realtà i cui attori condividono progetti e percorsi è avvenuta quasi per caso nel 2013; è stato un incontro fortuito ma che subito ci ha appassionato proprio per l’approccio e lo stile di lavoro di Pavia di Udine Impresa che è capace di valorizzare la cultura della comunità quale luogo di incontro, confronto e crescita per sé ma soprattutto per un intero territorio: espressione concreta di un amore e un sogno per il domani.
Grazie ai contributi di Pavia di Udine Impresa siamo riusciti a completare la raccolta fondi per acquisire il Tobii - Eye tracking, un sistema di comunicazione a controllo oculare ad alta tecnologia capace di leggere i movimenti delle pupille grazie ad un sistema ad infrarossi. Si tratta di un sistema che può aiutare i bambini senza possibilità di movimento spontaneo e linguaggio a conoscere il mondo ed interagire con le cose ma anche ad esprimere i loro bisogni di base e finalmente essere anche loro nella condizione di esprimere un desiderio.
Oltre a ciò abbiamo adeguato uno spazio per il settore psicoeducativo; posto al secondo e ultimo piano del nostro Centro, l’area è stata trasformata da biblioteca a spazio riabilitativo nel quale operano quattro educatrici sempre in un rapporto 1:1 con bambini, ragazzi, adolescenti che presentano varie patologie tra cui soprattutto vari spettri dell’autismo. Infine abbiamo acquistato l’arredamento di alcuni studi medici e box riabilitativi.
Devo dire che l’aiuto e la vicinanza così amichevole di questo gruppo di imprenditori ci fa particolare piacere perché sentiamo che un intero territorio (fatto da persone, famiglie, imprese) è attento e premuroso non solo per “fare impresa” ma per rispondere in maniera concreta al rispetto e alla valorizzazione dei diritti di tanti bambini e famiglie: diritti che devono rimane inalienabili.

Partecipare alla lotteria di beneficenza di Pavia di Udine Impresa può essere un inizio. In quali altri modi è possibile contribuire alla causa della vostra associazione?
Per noi, oltre ai contributi economici è fondamentale diffondere la cultura della riabilitazione e la necessità di tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza oltre che quelli delle persone con disabilità. Contribuire e starci accanto vuol dire per noi accogliere a braccia aperte chiunque volesse conoscerci meglio e capire quello che facciamo ma anche perché lo facciamo e come lo facciamo. Contribuire vuol dire per noi aiutarci a diffondere il valore della vita, l’importanza di essere famiglia e di fare educazione: quell’educazione che sarà motore per la continua costruzione di vera civiltà.

Intervista al dott. Alessandro Giardina, direttore operativo dell’associazione La Nostra Famiglia di Pasian di Prato